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26/05/2006 - 28 maggio - Giornata Nazionale del Sollievo

28 maggio - Giornata Nazionale del Sollievo
Curarsi senza soffrire
Un bilancio dei primi 6 mesi di attività dell'Hospice di Costarainera


La Giornata Nazionale del Sollievo, promossa dalla Fondazione Gigi Ghirotti e dal Ministero della Salute intende informare e sensibilizzare cittadini ed operatori sanitari sulla cultura del sollievo dalla sofferenza fisica e morale, rivolgendosi in particolare alle persone affette da gravi patologie, nella consapevolezza che il sollievo non è solo desiderabile ma anche possibile.

È questa dunque una preziosa occasione per tornare a parlare dell'attività dell'Hospice, inaugurato a Costarainera nel novembre scorso.
l'hospice di costarainera


L'Hospice è una struttura di nuova concezione, destinata a prendersi cura di pazienti affetti da malattie purtroppo inguaribili, prevalentemente di natura oncologica, ma non solo (ad esempio spesso si tratta di patologie neurologiche croniche).
Primo centro in Liguria a gestione pubblica, costituisce per la nostra provincia un'importante conquista dal punto di vista dei diritti e dei servizi destinati al cittadino ammalato.

l'hospice di costarainera


l'hospice di costarainera
Le dieci camerette, che portano i nomi dei venti più famosi, hanno accolto in questi mesi persone di tutte le età (alcune anche molto giovani) accomunate dal dramma di una malattia grave ed incurabile.
Tante storie, tante vite, tante famiglie che hanno trovato nell'Hospice una equipe disponibile e preparata, pronta a fare di tutto per migliorare la qualità della vita dei pazienti, incominciando dall'eliminazione del dolore. Spesso le varie fasi della malattia sono una delle esperienze più difficili che una persona possa affrontare. Ecco perché gli operatori dell'Hospice cercano di alleviare la sensazione di smarrimento e sconforto che si manifesta e soprattutto di eliminare il dolore che talora accompagna la malattia.

Siamo nel campo delle cosiddette cure palliative, cure personalizzate focalizzate sulla qualità della vita della persona attraverso il controllo dei sintomi più che della patologia che li provoca.
Le cure palliative non affrettano né pospongono la morte di un paziente grave ed incurabile. Cercano però di migliorarne la qualità dell'esistenza residua, rendendola il più possibile attiva, assicurando un'assistenza continua e globale a pazienti e loro famigliari.


In Hospice, infatti, ci si prende cura non solo del malato, ma anche della sua famiglia. Per gli operatori del settore essa costituisce la prima unità terapeutica, che spesso si sente emotivamente e culturalmente impreparata ad affrontare una tale prova esistenziale. Ha bisogno di essere sostenuta, educata, confortata per poter a sua volta aiutare il famigliare ammalato.

È questa la filosofia che si respira ogni giorno in Hospice. Una struttura a metà strada tra la casa e l'ospedale, che spesso costituisce una valida alternativa alla propria abitazione, quando questa non è temporaneamente o definitivamente adatta ad accogliere il malato. Un luogo dove è possibile trattare i problemi del paziente con ogni mezzo idoneo, medico, assistenziale, psicologico, spirituale garantendogli sempre una presenza continua di famigliari e conoscenti. l'hospice di costarainera


Dalla sua apertura ad oggi, l'Hospice di Costarainera ha accolto 56 persone affette prevalentemente da malattie oncologiche (tumore al seno, al polmone, all'intestino...). 25 provenivano dal proprio domicilio e le restanti arrivavano da un ricovero in ospedale. L'età media dei malati è stata di 66 anni e mediamente i giorni di degenza sono stati 21. In due casi i pazienti sono stati dimessi dall'Hospice e sono tornati al proprio domicilio, dove sono proseguite le cure e l'assistenza attraverso gli operatori del servizio territoriale ADI (assistenza domiciliare integrata).

Per entrare all'Hospice è necessaria una richiesta che può essere fatta dal medico di famiglia, dal medico dell'ADI (Assistenza Domiciliare Integrata), dal reparto ospedaliero o dalle specifiche associazioni di volontariato.
Un'equipe composta da professionisti ASL con competenze diverse (Unità di Valutazione Multidisciplinare - UVM) provvederà a valutare la situazione clinica e sociale del malato attraverso parametri e punteggi che sono stati riportati nel regolamento di accesso all'Hospice (gravità della situazioni clinica, situazione sociale, data di presentazione della domanda...) e lo inserirà nella lista di attesa, aggiornata settimanalmente.

"Lavorare in Hospice significa mettere davanti a tutto il rispetto dell'essere umano sofferente - spiega Giorgio Tubere, Responsabile della struttura ed esperto in Cure Palliative - Significa dare attenzione ad ogni dettaglio, a tutto ciò che si può e si deve fare quando sembra che non ci sia più nulla da fare. Significa saper ascoltare, essere presenti, saper instaurare rapporti umani ed entrare in contatto emotivo con pazienti e famigliari. Non è sempre facile. Ma è importante provarci, per far sì che gli uomini e le donne che assistiamo abbiano ancora il desiderio di vivere, per il tempo che gli resta, nel modo meno doloroso possibile, mantenendo la propria dignità."