centralino unico 0184 5361112 numero unico emergenzaChiama il numero verde del CUP 800098543 - numero unico prenitazioni telefoniche

Emergenza COVID 19 / Nuovo coronavirus

È stato emanato il decreto-legge n. 111/2021, convertito nella legge 24 settembre 2021, n. 133 che introduce misure urgenti per l’esercizio in sicurezza delle attività scolastiche, dell’università e dei trasporti. Dal 6 agosto bisogna presentare il green pass per accedere a ristoranti al chiuso, palestre, piscine, centri termali e altri luoghi dove c’è il rischio di assembramento, come cinema, teatri, sale da concerto, stadi o palazzetti sportivi.

  • Il green pass è necessario anche per eventi, convegni e congressi.
  • Il green pass ora è obbligatorio nelle scuole e nelle strutture socio-sanitarie, e dal 15 ottobre 2021 è obbligatorio per tutti i lavoratori pubblici e privati.

Dipartimento di prevenzione

Struttura complessa Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro

Direttore: Dott. Salvatore Mazzarella

Sede: Via Aurelia, 97 Bussana - Sanremo ex Padiglione "Verga" (palazzina Igiene)
Tel: 0184 536 831  Fax: 0184 536 832
mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. PEC: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Ricevimento previo appuntamento

Tecnici della Prevenzione
Via Aurelia, 97 Sanremo - Bussana
Edificio principale - piano 3
Tel: 0184 536 828/829/536 Fax 0184 536 832

La Struttura si occupa di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro attraverso le seguenti attività:

  • Individuazione, accertamento e controllo fattori di nocività, pericolosità e deterioramento
  • Determinazione qualitativa, quantitativa e controllo dei fattori di rischio di tipo chimico, fisico, biologico e organizzativo
  • Controllo della sicurezza e delle caratteristiche ergonomiche e di igiene degli ambienti, macchine, impianti e postazioni di lavoro
  • Sorveglianza epidemiologica e costruzione del sistema informativo sui rischi e danni da lavoro
  • Indicazione delle misure idonee alla eliminazione dei fattori di rischio ed al risanamento degli ambienti di lavoro
  • Verifica della compatibilità dei progetti di insediamento industriale e di attività lavorative e in genere con le esigenze di tutela della salute dei lavoratori
  • Autorizzazione in deroga a particolari dispositivi di legge in tema di igiene e sicurezza ambienti di lavoro (lavori in sotterraneo, deroga alle altezze, chiusura uscite di sicurezza, impiego di minori ecc.)
  • Attuazione dei compiti di vigilanza relativi ai cantieri e alle attività lavorative in genere in presenza di lavoratori dipendenti o ad essi equiparati
  • Controllo della salute delle "categorie deboli": minori e adolescenti, apprendisti, tutela lavoratrici madri
  • Valutazione delle idoneità al lavoro specifico nei casi previsti dalla legge (art. 41 comma. 9 D.Lgs 81/08 ricorso avverso il giudizio del medico competente)
  • Elaborazione e conduzione di programmi di ricerca per il miglioramento delle condizioni di salute e di igiene e sicurezza del lavoro
  • Indagini per infortuni e malattie professionali
  • Informazione e formazione dell'utenza in materia di igiene, sicurezza e salute nei luoghi di lavoro
  • Informazione dettagliata all'utenza sul "Problema amianto"(danni alla salute, valutazione dei rischi, procedure e comportamenti da adottare in presenza di amianto o manufatti che lo contengono e sulle tipologie di interventi per renderlo innocuo, normative di riferimento specifica)
  • Consegna all'utenza delle schede di autonotifica, di aggiornamento amianto e dell'elenco ditte abilitate alla bonifica dell'amianto con relativa informazione sulla compilazione delle schede e su gli obblighi derivanti dalla normativa regionale (Piano regionale amianto, censimento) e nazionale in materia
  • Informazione alle imprese operanti nell'attività di bonifica sulla redazione del piano di lavoro (Predisposizione di un Piano di lavoro tipo) e sulla documentazione da allegare al piano stesso
  • Vaglio dei piani di lavoro pervenuti e rilascio del N.O.
  • Archiviazione ed informatizzazione delle schede di autonotifica e aggiornamento e dei piani di lavoro collegando i dati (Censimento - Schede, Rimozione - Piani di lavoro).

Premesse: piano nazionale della prevenzione 2020-2025
Intesa stato regioni 127/CSR del 6/08/2020 e 228/CSR del 17/12/2020

Ai fini della certificazione del PRP l’Intesa ha stabilito alcuni adempimenti inderogabili, tra questi, il recepimento del PNP 2020-2025 con apposito atto regionale entro il 31/12/2020 (DGR Liguria 1092 del 18/12/2020) e una prima pianificazione regionale entro il 31 agosto 2021. Il Piano prevede un impianto di monitoraggio e valutazione durante e al termine del periodo di vigenza, che consente la verifica del raggiungimento, attraverso i PRP e le Linee di supporto centrali, di tutti gli obiettivi centrali di salute e di equità previsti.

Monitoraggio valutazione e certificazione annuale

È stato definito un “pool” di indicatori comuni a tutte le Regioni

Al monitoraggio si affianca la valutazione di risultato del PNP (indicatori di salute ed equità) a livello nazionale e regionale

Obiettivi della valutazione sono:

  • Documentare e valutare i risultati di salute e di equità raggiunti, attraverso la misura degli indicatori degli obiettivi strategici, a livello nazionale e regionale;
  • Monitorare, documentare e valutare i processi definiti ed implementati a livello centrale e regionale per il raggiungimento degli Obiettivi strategici;
  • Rispondere alle finalità di verifica del sistema degli adempimenti LEA e di monitoraggio del Nuovo Sistema di Garanzia.
  • “Certificare” il PNP/PRP per le finalità del sistema di verifica degli adempimenti LEA e di realizzazione degli Obiettivi di Piano, contribuisce alla garanzia dei LEA e ai relativi sistemi di misurazione affinché tale garanzia sia possibile, tracciabile, esigibile.

Con DGR 1092/2020 è stato dato mandato ad A.LI.SA, con il supporto del Settore regionale Tutela della Salute negli Ambienti di Vita e di Lavoro, di predisporre la proposta di PRP 2020-2025, e alle Aziende Sanitarie liguri e ad ARPAL e Istituto Zooprofilattico Sperimentale Piemonte Liguria e Valle d’Aosta di partecipare alla pianificazione attraverso lo sviluppo di programmi per realizzare a livello regionale e locale i 6 Macro-Obiettivi, i 10 Programmi Predefiniti e i 143 indicatori del PNP

Proroga scadenze

Intesa Stato-Regioni/Province Autonome di Trento e Bolzano del 05/05/2021 n. 51/CSR, i commi 4, 5 e 6 dell’articolo 1 dell’Intesa tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano del 06/08/2020 n. 127/CSR sono sostituiti all’art. 2 dai seguenti commi:

  • Entro il 31 agosto 2021, le Regioni e le Province autonome inseriscono nella PF le informazioni relative alla pianificazione regionale, secondo il format previsto.
  • Entro il 31 ottobre 2021, il Ministero esamina la pianificazione regionale, anche proponendo eventuali integrazioni alle Regioni e alle Province autonome.
  • Entro il 31 dicembre 2021, le Regioni e le Province autonome adottano con apposito atto il PRP

I nuovi PMP: la PSAL della ASL 1 ha per il momento individuato due azioni principali I Piani Mirati di Prevenzione (PMP) rappresentano uno strumento in grado di rispondere alle richieste di trasparenza, equità, uniformità e coinvolgimento attivo degli stakeholder per una crescita globale della cultura della sicurezza.

  • Progettazione condivisa dell'intervento in loco e individuazione di indicatori per la verifica dell'efficacia dell'azione
  • Individuazione delle Aziende da coinvolgere nel piano e informazione su obiettivi, modalità e strumenti di supporto caratterizzanti l'intervento
  • Formazione e informazione alle varie figure aziendali su metodologie e strumenti tecnici, incentivazioni, buone prassi organizzative e accordi di contesto utili al miglioramento delle performance in salute e sicurezza sul lavoro (SSL) in ottica gestionale
  • Monitoraggio/controllo durante il periodo dell'intervento
  • Verifica dell'efficacia dell'intervento di prevenzione
  • Piano di comunicazione e condivisione

Indagini di Polizia Giudiziaria per infortuni sul lavoro e per malattie professionali.

Il Piano mirato di Prevenzione definisce la modalità di controllo cosiddetto assistenziale, fermo restando l'applicazione dello strumento della repressione anche in questo contesto, se accertata una non conformità, e consente di supportare la capacità dell'azienda motivata ad adottare le misure generali di prevenzione per l'ambito di SLL.

I Piani mirati hanno il vantaggio di coinvolgere un numero più ampio di imprese, di assisterle nell'applicazione delle linee di indirizzo regionali prodotte ed in generale di buone prassi, assicurando una maggior copertura dei controlli e una maggior efficacia dell’azione di prevenzione.

La progettazione dell'intervento mirato di prevenzione è determinato in base a:

  • eventi sentinella
  • analisi infortunistica territoriale e nazionale
  • innovazione ed applicazione normativa
  • applicazione di linee di indirizzo regionali /buone prassi.

Il Piano mirato sviluppato sul territorio da parte delle PSAL è
articolato nelle seguenti fasi:

  1. progettazione dell'intervento, compresa la definizione del criterio di scelta del campione di aziende
  2. condivisione nell'ambito dell’Ufficio Operativo ex art. 7 D.lgs. 81/08
  3. stesura della Scheda di autovalutazione della linea di indirizzo/buona prassi oggetto del Piano
  4. informazione alle aziende da coinvolgere con nota/circolare/seminario e trasmissione della Scheda di autovalutazione (coinvolgimento del Servizio di Prevenzione e Protezione, RLS, mc)
  5. autovalutazione aziendale, con obbligo di ritorno, in un tempo congruo
  6. controlli a campione delle aziende coinvolte.

I PMP dovranno essere realizzati tenendo conto anche del raccordo con il progetto regionale sulla responsabilità sociale d'impresa (RSI), che prevede la sensibilizzazione delle aziende affinché si orientino verso percorsi virtuosi sui temi di salute e sicurezza sul lavoro, in particolare in settori quali i porti, edilizia e sanità oltre che agricoltura.

Azione: Pmp settore edile

L’attuazione del Piano è pianificata, nel rispetto della successione di fasi previste e dell’unitarietà di analisi, prodotti e modalità, da ogni AASSLL nell’arco del periodo 2022-2025, in ragione delle specificità dei singoli territori ed alla necessità di ottimizzare le risorse a disposizione impegnate nei diversi programmi (PP06, PP07, PP08), che vedono coinvolti i servizi Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (PSAL).

Fase 1: Analisi, studio, definizione buone pratiche e produzione materiale

La fase di analisi, studio e definizione di buone pratiche in edilizia viene condotta, nel quadro progettuale definito dal Comitato regionale di Coordinamento, con il supporto del già costituito Gruppo di Lavoro regionale “Edilizia” e degli Enti/Soggetti partecipanti al Comitato.

Vengono raccolti ed esaminati, al fine della revisione ed utilizzo nell’ambito del Piano Mirato, i numerosi contributi sul tema disponibili a livello nazionale (Banca dati www.prevenzionecantieri.it; pubblicazioni ISPESL/INAIL, Regioni ed Enti bilaterali; ecc.), allo scopo di disporre di standard tecnici e organizzativi aggiornati e completi relativi alle misure di prevenzione e protezione collettive, individuali e all’uso di attrezzature di lavoro per la gestione del rischio di caduta dall’alto nei cantieri ed in particolare nei lavori in copertura.

Uno studio specifico viene proposto al fine di raccogliere buone pratiche e materiale informativo sulla promozione della qualità, dell’appropriatezza e dell’efficacia della sorveglianza sanitaria nel settore edile.

L’esito dell’analisi è raccolto in un documento di sintesi delle buone pratiche disponibili, sulla base del quale vengono elaborate schede di autocontrollo/autovalutazione, destinate alle imprese operanti nel settore, relative a: aspetti di organizzazione generale; sorveglianza sanitaria; valutazione e adozione di misure di prevenzione e protezione contro il rischio di caduta dall’alto.

Le schede di autocontrollo (generale e specifiche) sono elaborate secondo uno schema modulare (ad es. scheda misure collettive; scheda misure individuali; ecc.) in modo da poter essere implementate al fine di consolidare nel tempo l’approccio del piano ed in modo da poter essere utilizzate in modo differenziato a seconda della tipologia di impresa.

Particolare rilievo riveste nella fase di produzione delle schede di autocontrollo il coinvolgimento ed il confronto con le parti sociali e gli enti bilaterali, da attuarsi, nell’ambito della progettualità definita dal Comitato regionale di Coordinamento.

Fase 2: assistenza, divulgazione e diffusione buone pratiche e materiale prodotto. Formazione.

I contenuti e gli obiettivi del Piano Mirato di Prevenzione in Edilizia sono illustrati e divulgati con il coinvolgimento dei portatori di interesse ed in collaborazione con i diversi soggetti istituzionali.

La diffusione e divulgazione dei materiali prodotti e delle schede di autocontrollo/autovalutazione destinate alle imprese possono essere attuati sia attraverso seminari ed incontri informativi in presenza (anche organizzati su base territoriale) sia attraverso eventi a distanza (webinar, ecc.).

Per l’organizzazione dei diversi eventi è prevista la partecipazione, anche su base locale, di soggetti istituzionali, parti sociali, enti bilaterali ed ordini professionali.

Tutto il materiale destinato all’assistenza è pubblicato sui siti web di Regione Liguria e delle AASSLL liguri.

Specifici percorsi ed eventi formativi vengono realizzati per il personale dei servizi PSAL delle AASSLL liguri e, secondo disponibilità, degli altri organi di vigilanza.

La formazione sarà, altresì, dedicata alle figure professionali e aziendali con funzioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (datori di lavoro, RSPP, Medici Competenti, Coordinatori per la sicurezza, ecc.), con iniziative, organizzate anche a livello territoriale o con modalità telematica (webinar/FAD).

La pianificazione delle attività di formazione e informazione viene realizzata unitariamente – a livello regionale e/o territoriale -, in modo da contemplare e coordinare sia le iniziative specificatamente
rivolte all’attuazione del Piano Mirato di Prevenzione, sia le iniziative connesse all’attuazione delle altre azioni del Programma PP07 e dei Programmi PP06 e PP08 aventi profili di interesse comune, nell’ottica di razionalizzazione e ottimizzazione delle risorse e di più efficace acquisizione di conoscenze.

Fase 3: controllo

In via preliminare, vengono individuati i criteri di selezione del campione di imprese operanti nel settore edile da sottoporre a controllo, rappresentativo per dimensione e per tipologia di aziende. La
selezione avviene su base territoriale, nel rispetto dei criteri comuni, ove necessario precisati in ragione di specificità territoriali.

Vengono quindi predisposte a cura dei servizi PSAL delle AASSLL liguri, a partire dalle schede di autocontrollo/autovalutazione, le schede di controllo da inviare alle imprese selezionate, assegnando un termine per la restituzione, corredata, ove necessario della pertinente documentazione.

Il relativo flusso informativo è gestito per via telematica o su piattaforma regionale dedicata.

In esito al controllo documentale curato dagli stessi organi di vigilanza, viene programmata l’ispezione in cantiere che riguarda, prioritariamente le imprese che non hanno risposto ovvero che hanno fornito risposte incomplete o non conformi alla normativa.

In alternativa al controllo documentale preliminare all'ispezione, in sede di coordinamento regionale e/o territoriale può essere valutata l'opportunità di procedere, in seguito alla diffusione ed utilizzo delle schede di autovalutazione da parte delle imprese, con l'attività ispettiva con sopralluogo, ove possa verificarsi l'adozione delle buone pratiche definite nel Piano.

Le ispezioni in cantiere devono riguardare almeno il 5% delle imprese cui è stata inviata la scheda di controllo.

Fase 4: analisi dei risultati, report finale e divulgazione

Gli organi di vigilanza impegnati nella fase di controllo raccoglieranno secondo un format unico, elaborato a livello regionale con il supporto del Gruppo di Lavoro “Edilizia”, i dati relativi alle attività del Piano Mirato di Prevenzione in Edilizia, con evidenza delle aziende coinvolte, del grado di adesione e della percentuale di non conformità accertate sia nella fase di controllo documentale sia nella fase di ispezione in cantiere.
Il report finale, con la raccolta dei dati relativi alle diverse AASSLL liguri, sarà divulgato ai portatori di interesse e sarà pubblicato sui siti web di Regione Liguria e delle stesse AASSLL.

Azione: Pmp settore agricolo

L’attuazione del Piano è pianificata, nel rispetto della successione di fasi previste e dell’unitarietà di analisi, prodotti e modalità, in ogni ASL nell’arco del periodo 2022-2025, in ragione delle specificità dei singoli territori ed alla necessità di ottimizzare le risorse a disposizione impegnate nei diversi programmi (PP06, PP07, PP08), che vedono coinvolti i servizi Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (PSAL).

Fase 1: Analisi, studio, definizione buone pratiche e produzione materiale

La fase di analisi, studio e definizione di buone pratiche in agricoltura viene condotta, nel quadro progettuale definito dal Comitato regionale di Coordinamento, con il supporto del già costituito Gruppo di Lavoro regionale “Macchine” e degli Enti/Soggetti partecipanti al Comitato.

Vengono raccolti ed esaminati, al fine della revisione e utilizzo nell’ambito del Piano Mirato, i numerosi contributi sul tema disponibili a livello nazionale (Banche dati INAIL sui flussi infortuni,
pubblicazioni INAIL sulla sicurezza delle macchine agricole, forestali e da giardinaggio, Regioni ed Enti bilaterali; ecc.), allo scopo di disporre di standard tecnici ed organizzativi aggiornati e completi relativi alle misure di prevenzione e protezione collettive, individuali ed all’uso di attrezzature di lavoro per la gestione dei rischi prevalenti nel settore agricolo.

Uno studio specifico viene proposto al fine di raccogliere buone pratiche e materiale informativo sulla promozione della qualità, dell’appropriatezza e dell’efficacia della sorveglianza sanitaria nel
settore agricolo.

L’esito dell’analisi è raccolto in un documento di sintesi delle buone pratiche disponibili, sulla base del quale vengono elaborate schede di autocontrollo/autovalutazione, destinate alle imprese operanti nel settore, relative a: aspetti di organizzazione generale; sorveglianza sanitaria; valutazione e adozione di misure di prevenzione e protezione contro il rischio di ribaltamento/investimento e contro il rischio chimico nell’impiego dei prodotti fitosanitari.

Le schede di autocontrollo (generale e specifiche) sono elaborate secondo uno schema modulare (ad es. scheda misure collettive; scheda misure individuali; ecc.) in modo da poter essere implementate al fine di consolidare nel tempo l’approccio del piano ed in modo da poter essere utilizzate in modo differenziato a seconda della tipologia di impresa.

Particolare rilievo riveste nella fase di produzione delle schede di autocontrollo il coinvolgimento ed il confronto con le parti sociali e
gli enti bilaterali, da attuarsi, nell’ambito della progettualità definita dal Comitato regionale di Coordinamento.

Fase 2: assistenza, divulgazione e diffusione buone pratiche e materiale prodotto. Formazione.

I contenuti e gli obiettivi del Piano Mirato di Prevenzione in Agricoltura sono illustrati e divulgati con il coinvolgimento dei portatori di interesse ed in collaborazione con i diversi soggetti
istituzionali.

La diffusione e divulgazione dei materiali prodotti e delle schede di autocontrollo/autovalutazione destinate alle imprese possono essere attuati sia attraverso seminari ed incontri informativi in presenza (anche organizzati su base territoriale) sia attraverso eventi a distanza (webinar, ecc.).

Per l’organizzazione dei diversi eventi è prevista la partecipazione, anche su base locale, di soggetti istituzionali, parti sociali, enti bilaterali ed ordini professionali.

Tutto il materiale destinato all’assistenza è pubblicato sui siti web di Regione Liguria e delle AASSLL liguri.

Specifici percorsi ed eventi formativi vengono realizzati per il personale dei servizi PSAL delle AASSLL liguri e, secondo disponibilità, degli altri organi di vigilanza.

La formazione sarà, altresì, dedicata alle figure professionali e aziendali con funzioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (datori di lavoro, RSPP, Medici Competenti, RLS, ecc.), con
iniziative, organizzate anche a livello territoriale o con modalità telematica (webinar/FAD).

La pianificazione delle attività di formazione e informazione viene realizzata unitariamente – a livello regionale e/o territoriale -, in modo da contemplare e coordinare sia le iniziative specificatamente
rivolte all’attuazione del Piano Mirato di Prevenzione, sia le iniziative connesse all’attuazione delle altre azioni del Programma PP07 e dei Programmi PP06 e PP08 aventi profili di interesse comune,
nell’ottica di razionalizzazione e ottimizzazione delle risorse e di più efficace acquisizione di conoscenze.

Fase 3: controllodu

In via preliminare, vengono individuati i criteri di selezione del campione di imprese operanti nel settore agricolo da sottoporre a controllo, rappresentativo per dimensione e per tipologia di aziende. La selezione avviene su base territoriale, nel rispetto dei criteri comuni, ove necessario precisati in ragione di specificità territoriali.

Vengono quindi predisposte a cura dei servizi PSAL delle AASSLL liguri, a partire dalle schede di autocontrollo/autovalutazione, le schede di controllo da inviare alle imprese selezionate, assegnando un termine per la restituzione delle stesse corredate, ove necessario, della pertinente documentazione.

Il relativo flusso informativo è gestito per via telematica o su piattaforma regionale dedicata.

In esito al controllo documentale curato dagli stessi organi di vigilanza, viene programmata l’ispezione in azienda che riguarda, prioritariamente le imprese che non hanno risposto ovvero che hanno fornito risposte incomplete o non conformi alla normativa.

In alternativa al controllo documentale preliminare all'ispezione, in sede di coordinamento regionale e/o territoriale può essere valutata l'opportunità di procedere, in seguito alla diffusione ed utilizzo delle schede di autovalutazione da parte delle imprese, con l'attività ispettiva con sopralluogo, ove possa verificarsi l'adozione delle buone pratiche definite nel Piano.

Le ispezioni nelle aziende agricole devono riguardare almeno il 5% delle imprese cui è stata inviata la scheda di controllo.

Fase 4: analisi dei risultati, report finale e divulgazione

Gli organi di vigilanza impegnati nella fase di controllo raccoglieranno secondo un format unico, elaborato a livello regionale con il supporto eventuale di uno specifico Gruppo di Lavoro “Agricoltura”, i dati relativi alle attività del Piano Mirato di Prevenzione in Agricoltura, con evidenza delle aziende coinvolte, del grado di adesione e della percentuale di non conformità accertate sia nella fase di controllo documentale sia nella fase di ispezione in azienda.

Il report finale, con la raccolta dei dati relativi alle diverse AASSLL liguri, sarà divulgato ai portatori di interesse e sarà pubblicato sui siti web di Regione Liguria e delle stesse AASSLL

Piani Mirati di Prevenzione - Stress lavoro correlato in sanità

Stress lavoro correlato in sanità - Scheda di autovalutazione - parte generale
Stress lavoro correlato in sanità - Scheda di autovalutazione - parte specifica

Piani Mirati di Prevenzione - Attrezzature terziario

Attrezzature terziario - Scheda di autocontrollo - parte generale
Attrezzature terziario - Scheda di autocontrollo - parte specifica impastatrice/mescolatrice per prodotti alimentari

Medici competenti

Chiarimenti Applicativi D.M. 9 Luglio 2012 Allegato 3B 

Amianto

Invio segnalazione/esposto relativo a manufatti in amianto o presunto amianto  
Ravvedimento spontaneo in presenza di amianto 
Scheda di Autonotifica edifici e impianti con presenza di amianto a. 1  
Scheda di Autonotifica edifici e impianti con presenza di amianto a. 2  
Scheda di Autonotifica edifici e impianti con presenza di amianto a. 3 
Localizzazione a. 4 
Stato dei materiali a. 5 

Informativa notifiche e piani di lavoro amianto

Informativa notifiche e piani di lavoro amianto 
Informativa notifiche e piani di lavoro amianto - Allegato A - Piano di lavoro per la rimozione di materiale contenente amianto in matrice compatta  
Informativa notifiche e piani di lavoro amianto - Allegato B - Notifica di inizio lavori che possono comportare rischio di esposizione ad amianto
Informativa notifiche e piani di lavoro amianto - Allegato C - Intervento di rimozione di materiali contenenti amianto. Comunicazione data inizio lavori e generalità addetti
Informativa notifiche e piani di lavoro amianto - Allegato D - Circolare Regionale protocollo 147339/5077 del 27 ottobre 2006 - Richiesta per intervento di rimozione e smaltimento urgenti di beni contenenti amianto - Inoltro Piano di Lavoro 

Nuovi insediamenti produttivi- art. 67 - 81/08

Modello - notifica articolo 67
DLGS 81/08 articolo 67 - estratto
Decreto interministeriale 18/04/2014 

Verifiche periodiche attrezzature da lavoro

Elenco soggetti abilitati (sito Regione Liguria)

Deroghe per locali di lavoro

Deroghe - indicazioni ai fini del rilascio 

Ricorsi avverso il giudizio del medico competente

Ricorso avverso giudizio MC per lavoratore
Ricorso avverso giudizio MC per datore di lavoro 

Si ricorda che il ricorso è ammesso entro 30 giorni dalla data di comunicazione al lavoratore del giudizio medesimo.

Informativa

Informativa sulla privacy 

torna all'inizio del contenuto