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L'Amanita caesarea predilige climi caldi e temperati e boschi luminosi di latifoglie, soprattutto querce e castagni. Si sviluppa generalmente in condizioni relativamente asciutte e soleggiate dopo i temporali estivi. 

Conosciuto e apprezzato fin dall’antichità, l’ovolo buono è considerato ancora oggi una delle specie più pregiate. Proprio per questo è importante raccoglierlo rispettando le regole che tutelano sia il consumatore sia l’ambiente.  

Perché non bisogna raccogliere gli ovoli ancora chiusi

La normativa vieta la raccolta dell’Amanita caesarea allo stadio di ovolo chiuso

Il divieto ha una duplice finalità. 

La prima è ambientale: raccogliere il fungo quando è ancora immaturo impedisce che raggiunga la maturazione e disperda le spore necessarie alla riproduzione della specie. 

La seconda riguarda direttamente la sicurezza del raccoglitore e del consumatore. Quando il fungo è ancora chiuso possono infatti verificarsi pericolose confusioni tra l’Amanita caesarea e l'Amanita phalloides, fungo mortale responsabile della cosiddetta sindrome falloidea.  

La normativa richiamata dall’Ispettorato Micologico prevede inoltre un limite di un chilogrammo giornaliero di ovoli per persona. La violazione è soggetta a una sanzione da 50 a 150 euro; per la raccolta dell’Amanita caesarea allo stadio di ovolo chiuso le sanzioni indicate vanno invece da 250 a 1.000 euro

amanita caesarea
 Esemplari di Amanita caesarea, comunemente conosciuta come “ovolo buono”. Foto: Rolando Franchi

Amanita phalloides: perché è così pericolosa

L’ingestione di Amanita phalloides può provocare la sindrome falloidea, una grave intossicazione caratterizzata dalla comparsa tardiva dei sintomi. 

I primi disturbi possono manifestarsi dopo 6 ore e fino a oltre 24 ore dall’ingestione, inizialmente con nausea, vomito, diarrea e dolori addominali. 

Può seguire una fase di apparente miglioramento, alla quale può però subentrare una fase caratterizzata da insufficienza epatica acuta, ittero e alterazioni della coagulazione. Nei casi più gravi il danno epatico può essere irreversibile e rendere necessario un trapianto di fegato.  

amanita phalloides
Esemplari di Amanita phalloides, specie altamente tossica che può essere pericolosamente confusa con l’ovolo buono soprattutto nelle prime fasi di sviluppo. Foto: Rolando Franchi

Un grave caso anche nell’Imperiese

Il rischio di confondere le due specie non è soltanto teorico. 

Nell'ottobre 2024, in provincia di Imperia, un raccoglitore arrivò all’Ospedale di Sanremo in gravi condizioni dopo aver raccolto e consumato almeno un esemplare di Amanita phalloides, scambiandolo per Amanita caesarea. 

I primi sintomi, diarrea e vomito, comparvero circa 30 ore dopo il pasto. L’intervento del micologo in ospedale contribuì a delineare un quadro di avvelenamento di tipo falloideo, successivamente avvalorato dagli esami delle urine che rilevarono la presenza di amanitine. 

La collaborazione tra Pronto Soccorso, Centro Antiveleni e micologo consentì ai sanitari di impostare il trattamento e scongiurare conseguenze ancora più gravi.  

In caso di sospetta intossicazione: cosa fare

In caso di ingestione di Amanita phalloides o di altri funghi potenzialmente tossici, l’Ispettorato Micologico raccomanda di: 

  • rivolgersi immediatamente al Pronto Soccorso, portando con sé eventuali avanzi dei funghi consumati, crudi o cotti, resti della pulizia e, se disponibili, fotografie; 
  • non tentare cure autonome assumendo farmaci, latte o altri presunti rimedi; 
  • fornire tutte le informazioni utili all’identificazione delle specie e indicare il luogo in cui i funghi sono stati raccolti; 
  • ricordare, per quanto possibile, il tempo trascorso tra il pasto e la comparsa dei primi sintomi; 
  • avvisare immediatamente le altre persone che abbiano consumato gli stessi funghi. 

Le regole del micologo: mai fidarsi soltanto dell’esperienza

Per stabilire se un fungo è commestibile non bisogna affidarsi alle credenze popolari e non sono sufficienti il parere di amici, libri, fotografie o indicazioni fornite da persone non qualificate. 

La scelta più sicura è sottoporre  l’intero raccolto alla verifica gratuita dei micologi esperti. 

È importante portare in visione tutto il quantitativo raccolto, mantenendo separati i funghi sospetti da quelli ritenuti commestibili. 

Per consentirne la corretta identificazione, inoltre, il fungo deve essere raccolto intero, senza tagliarlo alla base. Per il trasporto devono essere utilizzati cestini di canna o vimini e non sacchetti di plastica, in modo da consentire ai funghi di "respirare" e disperdere le spore.  

diversi stadi di sviluppo dell'amanita phalloides
Diversi stadi di sviluppo dell’Amanita phalloides. Quando il fungo è ancora allo stadio di ovolo chiuso, l’identificazione può essere particolarmente problematica. Foto: Rolando Franchi

Anche l’ovolo buono va consumato con attenzione

Essere certi che si tratti di Amanita caesarea non significa che possa essere consumata senza precauzioni. 

L’Ispettorato raccomanda di consumare gli ovoli in quantità moderate, preferibilmente cotti e soltanto se in perfetto stato di conservazione

Nel materiale viene inoltre indicato di evitarne la somministrazione a bambini, donne in gravidanza o allattamento, persone anziane e soggetti con patologie dell’apparato gastrointestinale o renale. 

Attenzione anche all’essiccazione e alla preparazione domestica di conserve sott'olio: procedimenti non corretti possono favorire lo sviluppo di spore di Clostridium botulinum, responsabile della produzione di tossine pericolose.  

Hai raccolto dei funghi e non sei sicuro che siano commestibili?

Il controllo è gratuito

I raccoglitori privati possono rivolgersi agli  esperti micologi di ATSL Area 1 per una consulenza gratuita. 

Il servizio è disponibile: 

dal lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle ore 15, su appuntamento 

Telefono: 0184 536 868 

Numeri alternativi:
0184 536 903
0184 536 833
0184 536 688 

L’orario e la sede in cui portare i funghi vengono concordati telefonicamente con il micologo.  

L’Ispettorato Micologico garantisce inoltre durante tutto l’anno un servizio di consulenza a supporto dei Pronto Soccorso degli ospedali di Imperia, Sanremo e Bordighera, con copertura 24 ore su 24, sette giorni su sette. 

Ultima modifica: 10 Settembre 2026

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