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Asl 1 Imperiese in prima linea nella prevenzione e nella cura di Hcv, Hbv e Hdv


In occasione della Giornata mondiale contro le epatiti, che si celebra il 28 luglio, Atsl – Area 1 richiama l’attenzione sull’importanza della prevenzione, della diagnosi precoce e dell’accesso alle cure per le persone affette da epatite virale.
Il tema scelto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per il 2026 è “Hepatitis: Let’s break it down” – “Epatiti: abbattiamo le barriere”: un invito a superare gli ostacoli che ancora separano milioni di persone dai servizi di informazione, vaccinazione, screening, diagnosi, trattamento e assistenza.
Atsl – Area 1 rappresenta un punto di riferimento a livello regionale nell’assistenza alle persone con epatite C ed epatite Delta ed è il secondo centro prescrittore della Liguria per le terapie contro Hcv e Hdv. L’attività della S.C. Malattie infettive, diretta dal dott. Giovanni Cenderello, vicepresidente della Società Italiana di Malattie Infettive e tropicali, comprende la valutazione specialistica, la definizione diagnostica, la prescrizione e il monitoraggio delle terapie, la presa in carico delle eventuali patologie concomitanti e la sorveglianza delle complicanze epatiche.
«Le epatiti virali possono rimanere silenziose per anni e manifestarsi quando il danno epatico è già avanzato. Per questo è fondamentale conoscere il proprio rischio, sottoporsi al test quando indicato e rivolgersi tempestivamente ai servizi specialistici – sottolinea il dott. Giovanni Cenderello – Oggi disponiamo di strumenti molto efficaci: l’epatite C può essere guarita in oltre il 95% delle persone trattate, l’epatite B può essere prevenuta con la vaccinazione e controllata attraverso terapie specifiche, mentre per l’epatite Delta sono disponibili nuove possibilità terapeutiche. Una diagnosi precoce permette di intervenire tempestivamente e di ridurre sensibilmente il rischio di cirrosi, tumore del fegato e altre gravi complicanze».
Le epatiti virali possono infatti decorrere a lungo senza sintomi. In assenza di diagnosi e trattamento, alcune forme croniche possono provocare fibrosi, cirrosi, insufficienza epatica e carcinoma epatocellulare. Oggi, tuttavia, sono disponibili vaccini efficaci, esami diagnostici accurati e terapie capaci di modificare profondamente l’evoluzione della malattia.
Secondo le più recenti stime dell’Oms, nel mondo circa 287 milioni di persone convivono con un’infezione cronica da epatite B o C. Le conseguenze di queste infezioni provocano complessivamente circa 1,3 milioni di decessi all’anno, soprattutto a causa della cirrosi e del tumore del fegato.

Epatite C: oggi si può guarire 

L’epatite C è un’infezione trasmessa principalmente attraverso il contatto con sangue infetto. Può rimanere asintomatica per molto tempo e, se non riconosciuta e curata, può evolvere verso la cirrosi e il tumore del fegato. Non è ancora disponibile un vaccino contro l’Hcv, ma i farmaci antivirali ad azione diretta consentono di eliminare l’infezione in oltre il 95% delle persone trattate, generalmente attraverso una terapia orale di breve durata e ben tollerata. Per questo è fondamentale far emergere le infezioni non ancora diagnosticate, promuovendo il test nelle persone con fattori di rischio e nelle popolazioni destinatarie dei programmi di screening.

Epatite B: prevenire con il vaccino, diagnosticare e curare precocemente

L’epatite B può essere trasmessa dalla madre al bambino durante il parto, attraverso il contatto con sangue infetto, mediante rapporti sessuali non protetti e con l’impiego condiviso o non sicuro di aghi e strumenti taglienti.
L’Oms stima che nel 2024 circa 240 milioni di persone vivessero con un’infezione cronica da Hbv. Ogni anno si verificano approssimativamente 900 mila nuove infezioni e, nel 2024, l’epatite B ha provocato circa 1,1 milioni di decessi, soprattutto per cirrosi e carcinoma epatocellulare. Scheda Oms sull’epatite B
Contro l’epatite B è disponibile un vaccino sicuro ed efficace. Nelle persone che hanno già un’infezione cronica, la valutazione specialistica consente di definire la fase della malattia, individuare l’eventuale indicazione alla terapia antivirale e programmare il monitoraggio del fegato. I trattamenti disponibili possono sopprimere la replicazione virale e ridurre significativamente il rischio di progressione verso cirrosi e tumore epatico. La diagnosi precoce assume inoltre un’importanza particolare perché tutte le persone positive per HBsAg devono essere valutate anche per una possibile coinfezione da virus dell’epatite Delta.

Epatite Delta: una forma meno conosciuta, ma particolarmente aggressiva

Il virus dell’epatite Delta può infettare esclusivamente le persone che presentano anche l’infezione da virus dell’epatite B. La coinfezione Hbv-Hdv è considerata la forma più grave di epatite virale cronica, perché può determinare una più rapida progressione verso cirrosi, scompenso epatico e tumore del fegato.
Secondo l’Oms, l’Hdv interessa quasi il 5% delle persone con epatite B cronica, pari a circa 12 milioni di persone nel mondo. Nelle persone positive per HBsAg è quindi importante effettuare la ricerca degli anticorpi anti-Hdv e, in caso di positività, confermare l’infezione attiva mediante la determinazione dell’Hdv Rna. Per l’epatite Delta sono oggi disponibili nuove possibilità terapeutiche, che richiedono prescrizione e monitoraggio specialistici.
Non esiste un vaccino specifico contro l’Hdv, ma la vaccinazione contro l’epatite B previene anche l’epatite Delta, poiché il virus Hdv non può replicarsi in assenza dell’Hbv.
«L’attività svolta dalla S.C. Malattie Infettive rappresenta un patrimonio di competenze specialistiche e un importante punto di riferimento per i pazienti del nostro territorio e dell’intera regione – dichiara il dott. Marino Anfosso, direttore di Atsl – Area 1 – Informazione, prevenzione, diagnosi precoce e accesso tempestivo alle cure costituiscono gli strumenti fondamentali per contrastare le epatiti virali e prevenirne le conseguenze più gravi».

Il 28 luglio test rapidi gratuiti a Taggia

In occasione della Giornata mondiale contro le epatiti, martedì 28 luglio, la S.C. Gestione Promozione Salute e Sicurezza di Atsl – Area 1, diretta dal dott. Francesco Sferrazzo, organizza una mattinata di prevenzione presso la Casa della Comunità di Taggia, in collaborazione con Malattie Infettive. Dalle 10 alle 12 sarà possibile sottoporsi gratuitamente ai test rapidi per Hiv, epatite B (Hbv) ed epatite C (Hcv). L’iniziativa intende favorire la conoscenza del proprio stato sierologico e, quando necessario, l’accesso tempestivo ai percorsi specialistici di cura.
La Casa della Comunità di Taggia si trova al primo piano dell’edificio della stazione ferroviaria. L’ingresso è situato al piano terra, sul lato sinistro della stazione Fs.

Pubblicato: 27 Luglio 2026

Ultima modifica: 28 Luglio 2026