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Caldo, sole e rischi stagionali

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Prevenire lo stress termico, le punture di insetti e gli altri pericoli estivi significa proteggere la salute e lavorare in maggiore sicurezza

In estate, chi lavora all’aperto o in ambienti molto caldi può essere esposto a rischi che aumentano con le temperature elevate: disidratazione, stress termico, radiazione solare, punture di insetti e zecche, contatto con superfici roventi e calo dell’attenzione. Conoscere i segnali d’allarme e adottare misure organizzative e comportamenti corretti aiuta a prevenire conseguenze anche gravi.

Area tematica: Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro
A cura di: S.C. PSAL - Dipartimento di Prevenzione, ATSL - Area 1

Perché i rischi aumentano durante l’estate

Caldo, umidità, esposizione diretta al sole e attività fisica intensa possono mettere in difficoltà la capacità dell’organismo di disperdere il calore. Il rischio riguarda soprattutto chi opera in agricoltura e nel florovivaismo, nei cantieri e nelle cave, nella pesca, nella logistica, nella raccolta dei rifiuti e nelle manutenzioni, ma anche chi lavora in ambienti chiusi non climatizzati, come cucine e serre.

La stanchezza e la disidratazione possono inoltre ridurre la concentrazione e aumentare indirettamente il rischio di cadute, incidenti con macchinari e infortuni alla guida.

Stress termico: riconoscere subito i segnali

Crampi, mal di testa, vertigini, debolezza, nausea e svenimento possono essere i primi segnali che il corpo non riesce più a compensare il caldo. Nei casi più seri si può arrivare al colpo di calore, caratterizzato da temperatura corporea molto elevata, confusione, cute calda e possibile perdita di coscienza: è un’emergenza medica e richiede un intervento immediato.

Ai primi sintomi è necessario interrompere l’attività, spostarsi in un luogo fresco e ombreggiato, bere acqua a piccoli sorsi e avvisare subito un collega o il responsabile. Nelle giornate a rischio è importante non lavorare da soli.

Sole e raggi ultravioletti: un rischio da non sottovalutare

L’esposizione ripetuta ai raggi ultravioletti può provocare eritemi, ustioni e danni alla pelle e agli oc-chi. Nel tempo aumenta anche il rischio di tumori cutanei, soprattutto per chi svolge stabilmente at-tività all’aperto.
La protezione deve comprendere abiti leggeri e traspiranti ma coprenti, cappello, occhiali con filtro UV e crema solare ad alta protezione, da applicare sulle zone esposte e rinnovare regolarmente.

Insetti, zecche e altri rischi biologici

Boschi, prati, pascoli, aree verdi e cantieri possono ospitare zecche, zanzare, api, vespe e calabroni. Le zecche possono trasmettere alcune infezioni, mentre le punture di imenotteri possono provocare reazioni allergiche anche molto gravi.

Per ridurre il rischio è utile:

  • indossare abiti chiari e coprenti, scarpe chiuse e, quando necessario, guanti
  • utilizzare repellenti idonei seguendo le indicazioni riportate sull’etichetta
  • controllare il corpo al termine del lavoro, soprattutto gambe, ascelle, inguine e attaccatura dei capelli
  • rimuovere eventuali zecche con una pinzetta a punta sottile, afferrandole vicino alla pelle e tirando lentamente senza schiacciarle
  •  segnalare immediatamente difficoltà respiratoria, gonfiore di labbra o gola, capogiri o malessere improvviso dopo una puntura.

Altri pericoli tipici della stagione calda

Il contatto con alcuni vegetali, seguito dall’esposizione al sole, può causare irritazioni e lesioni cuta-nee. Nelle serre e negli ambienti confinati il caldo può inoltre favorire un maggiore assorbimento dei prodotti fitosanitari. Vanno considerati anche il rischio di ustioni da superfici roventi e, per chi lavora in mare, i colpi di sole e il contatto con organismi urticanti.

Cosa deve organizzare il datore di lavoro

La prevenzione non può essere affidata soltanto al singolo lavoratore. Il datore di lavoro deve valutare nel Documento di Valutazione dei Rischi il microclima, la radiazione solare e i rischi biologici e adottare misure concrete, adeguate alle attività svolte.

Tra le principali misure rientrano:

  • rimodulare orari e turni nelle giornate più critiche, evitando quando possibile le ore più calde
  • garantire pause frequenti in zone fresche o ombreggiate e acqua potabile facilmente disponibile
  • fornire indumenti, dispositivi di protezione, occhiali con filtro UV, creme solari e repellenti adeguati
  • formare il personale sui sintomi dello stress termico, sulle punture e sulle procedure di primo soccorso
  • organizzare la gestione delle emergenze e prestare particolare attenzione ai lavoratori più vulnerabili.

Il ruolo del medico competente

Il medico competente collabora alla valutazione dei rischi e alla formazione e, attraverso la sorveglianza sanitaria, individua eventuali condizioni di maggiore suscettibilità. Cardiopatie, diabete, malattie renali, gravidanza, età avanzata e alcuni farmaci possono infatti rendere più difficile la risposta dell’organismo al caldo.

Quando necessario, il giudizio di idoneità può prevedere indicazioni specifiche, come acclimatazione graduale, maggiore frequenza delle pause, idratazione assistita o limitazioni nelle fasce orarie più calde.

Le buone regole per chi lavora

Bere regolarmente senza aspettare la sete, rispettare le pause, utilizzare correttamente gli indumenti e i dispositivi forniti, proteggersi dal sole e segnalare subito qualsiasi sintomo sono comportamenti essenziali. Nei primi giorni di esposizione al caldo è inoltre importante aumentare gradualmente il carico di lavoro, per permettere all’organismo di acclimatarsi.

Il messaggio di prevenzione

Lavorare in estate in sicurezza significa riconoscere che caldo, sole e rischi biologici fanno parte della valutazione del lavoro e devono essere affrontati con organizzazione, formazione e responsabilità condivisa.

Datore di lavoro, medico competente e lavoratore hanno compiti distinti ma complementari: preveni-re significa programmare le attività, proteggere le persone più fragili e fermarsi ai primi segnali d’allarme.

Conoscere il rischio e intervenire in tempo può fare la differenza: la sicurezza sul lavoro non va mai in vacanza. 

Pubblicato: 03 Agosto 2026

Ultima modifica: 03 Agosto 2026